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TI PARLO DI... LA CANDELORA

February 2, 2017

Come ogni anno, secondo la tradizione cristiana, oggi 2 febbraio si festeggia la Candelora, cioè la benedizione delle candele, simbolo di Cristo.

 

 fonte:www.mammeoggi.it

 

Tale ricorrenza è anche chiamata come  la “Purificazione di Maria”, cioè la presentazione di Gesù al Tempio. Infatti ,secondo l’usanza ebraica le donne erano considerate impure per un periodo di 40 giorni dopo la nascita di un maschio, e quindi dovevano recarsi al tempio per purificarsi. Proprio per questo motivo si festeggia il 2 febbraio, perché cade esattamente 40 giorni dopo il 25 dicembre, ovvero dopo la nascita di Gesù.

 fonte: www.orticalab.it

 

Ad Avellino tale festa è molto sentita dai fedeli. Chiamata “Juta dei Femminielli”, rappresenta un giorno speciale, un giorno in cui tanti fedeli si recano al Santuario di Montevergine, una delle “sette madonne” sorelle della Campania. In onore della Madonna nera, la “Schiavona”, a cui tanti sono devoti, soprattutto loro, i cosiddetti “femminielli” che a Montevergine festeggiano, una volta all’anno, rinnovando la propria fede cattolica.

 

Il legame con i femminielli nasce da una leggenda medioevale che narra la storia d’amore di due omosessuali, che a causa del loro legame, furono condannati dalla comunità a morire di freddo e sbranati dai lupi, legati ad un albero sulla sommità del Monte Partenio. La Madonna commossa da ciò, lì salvò, concedendo loro di sopravvivere e testimoniare la forza del Bene. Infatti proprio per questo suo gesto, la Madonna Schiavona viene acclamata da tutti i fedeli come “Colei che tutto concede e tutto perdona”.

Inoltre a pochi passi dal Santuario, proprio sul monte Partenio, si trovano i resti di due antichi templi consacrati rispettivamente a Cibele e Artemide, due tra le Grandi Madri del paganesimo. 

 

fonte: www.orticalab.it

 


Quella della Candelora è una giornata di offerta, di sacrificio, di sudore. Infatti i fedeli devoti, si recano al santuario lentamente, a piedi, nonostante il freddo, in un pellegrinaggio lento e silenzioso di grande partecipazione emotiva. Il silenzio è rotto solo dai canti d’amore per la Madonna. Il rito prosegue con l'accensione delle candele in onore alla Madonna e portate innanzi all’altare.

E’ una celebrazione molto teatrale dove si piange, si ride, si balla, si canta, si suona, con grande rispetto verso la “dolce Mamma” che tutti accoglie.

Successivamente sul sagrato continua la festa in un vortice di balli, canti, tammorriate “aldilà di tutte le differenze”

 

«Statti bona Madonna mia, l’ann’ che vene turnamm’ a venì».

 

 

A Trieste invece esiste il seguente detto popolare riferito alla festività della Candelora:

Se la vien con sol e bora

de l'inverno semo fora.

Se la vien con piova e vento

de l'inverno semo drento.

(drento in dialetto triestino significa dentro)

 

 

Infine anche in Francia, la Candelora (Chandeleur) è conosciuta soprattutto per essere il giorno delle crêpes, preparate in vari modi, come simbolo di buon auspicio, amicizia e  

 

 

 

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